- Norme di comportamento Grande Foresta
- Progetto grandi foreste di pianura
- Presentazione del Parco del Ticino
- Le nostre strutture
- Educazione ambientale
- Collocazione territoriale Grande Foresta
La Grande Foresta si configura come la settima foresta realizzata, dopo quelle di Mantova, Lodi, Milano, Brescia e Cremona, si inserisce nell’ambito del progetto della Direzione Generale Agricoltura “10 grandi foreste di pianura”.
La ricostruzione di una foresta umida di grande estensione, realizzata su un terreno agricolo golenale precedentemente adibito a pioppeto, costituisce un’occasione unica per ripristinare un quadro ambientale pesantemente compromesso dall’uomo.
La posizione geografica dell’area la rende interessante sotto il profilo paesaggistico, per la vicinanza a Pavia e per la presenza di infrastrutture (piste ciclabili) la foresta è destinata a divenire una grande attrattiva turistico - ecologica.
Gli interventi attuati si possono riassumere in:
1.Impianto arboreo ed arbustivo di specie autoctone
2.Creazione delle lanche
3.Creazione di percorsi ciclopedonabili
4.Realizzazione di un’area ricreativa attrezzata e ristrutturazione della Cascina Bottarone
Il progetto intende ripristinare una porzione di quelle grandi foreste padane. L’area si sviluppa su due livelli completamente pianeggianti.
Un livello alto, lontano dal fiume, che comprende due fabbricati rurali e un livello basso che comprende una fascia distante circa 200-300 m dal Ticino.
La fascia bassa conserva ancora parte della vegetazione naturale.
La finalità primaria del progetto è quella di favorire la ricostruzione di habitat originari caratterizzati da un’elevata biodiversità.
Questa impostazione offre opportunità diversificate sia per avviare ricerche faunistiche, con particolare riguardo ad aspetti di eco-etologia dei Vertebrati, sia per impostare programmi di educazione ambientale.
(tratto da Travacò Siccomario La natura tra due fiumi, Comune di Travacò Siccomario – 1998)
IL PROGETTO
ASPETTI TECNICI
Le 70mila piante messe a dimora, sono state disposte a filari su tessere.
Ogni tessera ha un diverso orientamento delle piante per smorzare l’effetto pioppeto.
DETTAGLIO TESSERE:
Forma: tendenzialmente ellittica
Orientamento: nel senso della corrente del fiume
Bordo: sinuoso
Distanza fra tessere: 15 m.
Disposizione struttura: specie arbustive preferenzialmente al margine, specie arboree all’interno.
Il terreno a differenza dell’aspetto precedente, si presenta con delle ondulazioni create appositamente.
Verso l'esterno saranno poste le specie a crescita più rapita e gli arbusti; nella parte più interna saranno messe a dimora le specie più lente e delicate.
La scelta di disporre le piantine in file regolari è dovuta essenzialmente ad una questione di costi.
Le piantine hanno bisogno, soprattutto nei primi anni, che il terreno sia mantenuto pulito dalle erbacce, è quindi necessario passare tra le file costantemente con un trattorino.
Se fossero state disposte in ordine sparso, il costo per la manutenzione sarebbe stato esorbitante e con un intervento di manodopera manuale.
Le essenze sono state posizionate a distanze ravvicinate volontariamente, in quanto il 30% delle piantine sarà destinato a morire cosicché l’effetto filare verrà smorzato.
Le reti poste attorno alle piantine servono come protezione dagli animali ( dette antilepre).
L’erba è stata seminata utilizzando una miscela di erbe autoctone proveniente dalla banca del seme dell’Orto Botanico di Pavia.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA MESSA IN OPERA DEL PROGETTO PDF (TERRA VIVA STUDIO AGROFORESTALE)
Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di:
Giovanni Scevola imprenditore agricolo privato
Regione Lombardia- D GR(LASSINI)
Provincia di Pavia
Comune di Travacò
Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Fondazione Cariplo
WWF
Autorità di bacino
PER ULTERIORI INFORMAZIONI SUL PROGETTO-SEZIONE SISTEMAZIONE GEOMORFOLOGICA, SCARICA PDF ( TERRA VIVA STUDIO AGROFORESTALE)